Kiwi, è tempo di bilanci: poco prodotto ma tanto export

Il dato più interessante dall’analisi dei trend di produzione del kiwi è sicuramente la crescita importante e costante delle esportazioni, alla quale purtroppo fa da contraltare una diminuzione del prodotto per cause oggettive e non solo.

Andando ai numeri si nota come la produzione italiana del 2016 (540 mila tonnellate) sia inferiore di quasi il 10% rispetto all’anno precedente, con il Lazio come zona che ha registrato il calo maggiore passando dalle 220 mila tonnellate del 2015 alle 164mila del 2016.

Siamo ancora i primi produttori in Italia, nonostante una perdita secca di un quarto della produzione in un anno.

Tutto ciò in un quadro in cui la Cina continua a crescere e a occupare la metà della produzione mondiale con 1,8 milioni di tonnellate, soprattutto per il consumo interno per fortuna, seguita proprio dai kiwi tricolore ma con i nostri competitor diretti, i neozelandesi, che crescono a tassi importanti. 

Di buono per i nostri agricoltori è che i tassi di crescita delle esportazioni sono ancora alti, a doppia cifra secondo le analisi Eurostat.

Dato al quale fa da sponda l’aumento, più contenuto ma sempre importante, delle importazioni (Nuova Zelanda, Cile e Grecia i primi tre Paesi importatori che da soli fanno i ¾ del totale), per un saldo qualitativo importante.

Davvero significativo, a tal riguardo, come Nuova Zelanda e Cile abbiano visto calare l’ingresso dei loro prodotti, mentre la Grecia, forse anche a causa della ripresa degli scambi dopo i problemi degli anni scorsi, ha fatto un salto in avanti enorme, testimoniato da un +125% totale.