Presentato il marchio sulla produzione di montagna

L’agricoltura montana caput mundi.

Questo settore continua a dimostrare sempre di più la sua importanza nel panorama mondiale.

Come prova di ciò, alcuni dati di rilievo: il suo valore è di 9,1 miliardi di euro, di cui 6,7 identificabili nella produzione appenninica, mentre i resti in quella alpina.

Inoltre, gli occupati nelle provincie alpine nel periodo tra il 2011 ed il 2016 sono aumentati del 10%.

Al fine di valorizzare questo compartimento produttivo, il 26 Febbraio è stato presentato a Sondrio il marchio identificativo del regime di qualità “prodotto di montagna”.

Esso potrà essere utilizzato per le materie prime che provengono essenzialmente da zone montane e per prodotti derivati nel caso in cui processi come la trasformazione, la stagionatura e la maturazione abbiano luogo in montagna.

Lo stesso Ministro Martina ha affermato:

Il nostro obiettivo è valorizzare meglio il lavoro dei produttori delle zone montane. Parliamo del 17% del totale delle imprese agricole italiane e di un terzo degli allevamenti. L’economia agricola della montagna è un pilastro fondamentale per la tenuta dei nostri territori, anche contro il dissesto idrogeologico. Con il regime di qualità e questo nuovo marchio i consumatori potranno riconoscere più facilmente dalle etichette le produzioni e supportare queste attività e il loro valore non solo economico, ma sociale e ambientale. In questi anni abbiamo messo in campo una serie di interventi utili per supportare le aziende agricole di montagna. Penso alla scelta di aumento dei fondi degli aiuti diretti europei passati da 2 a quasi 3 miliardi di euro complessivi fino al 2020. Penso all’aiuto accoppiato che ha destinato circa 30 milioni di euro all’anno agli allevatori delle aree montane e all’aiuto straordinario di 14 milioni di euro erogato come misura di contrasto alla crisi del prezzo del latte. Penso anche al Testo unico delle foreste che dopo anni imposta una strategia di gestione e valorizzazione dei nostri boschi. Ora è cruciale dare continuità a questo lavoro, perché il futuro delle nostre montagne è il futuro di una parte importante della nostra identità.

Fonte: Mapi

https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/12257